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SAPONIEDINTORNI#16

75° anniversario TFS 🌱🌸(set completo)
Rullino i tamburi, suonino le trombe, è arrivato un sapone per celebrare i 75 anni della fondazione di TFS! Con uno slogan molto fiabesco, che recita “… Il sapone che non c’era!” andiamo insieme a scoprire questa Gemma, che va ad adornare ancora di più, la corona della Regina dei Saponi, la mitica Paola Barile. Si, una vera e propria Gemma, che nel giro di pochissimi giorni (nel mio caso e spero anche nel vostro) ha letteralmente stravolto la mia idea di sapone vegetale. Ma come? Ma perché? Domande lecite, che meritano e devono avere una risposta concreta. Andiamo a vedere se effettivamente questo sapone ha portato con se delle novità… 🙊 Premetto che ho provato questo sapone per 7 giorni di fila, cambiando solo pennello e rasoio, vi annuncio già, che è un sapone complesso e che merita davvero di essere provato più volte per goderne a pieno dei suoi benefici e varie sfaccettature. Detto ciò, partiamo dal pack, in plastica dal contenuto di 150 ml. di prodotto, con tappo a vite, con sopra impresso il dragone 🐉 simbolo della casa torinese e, in uno scudo, il numero 75 in giallo. Semplice e accattivante, con un immagine forte (il drago) messa però in chiave elegante, essendo quasi un tono su tono con lo sfondo nero. Aprendo la confezione, iniziamo le montagne russe olfattive. Avete presente quando un profumo vi porta in un determinato momento, e vi lascia li, senza capire effettivamente quale connessione ci sia stata tra le due cose? Ecco, la prima impressione è stata quella. Un viaggio emozionale, che è stato solo il preambolo di quello che avrei sentito dopo. Un mix floreale, ma molto strano è complesso, non facilmente intuibile a prima snasata, anzi, io per collegare i profumi presenti nel sapone e cosa effettivamente fossero, ci ho messo quasi 5 giorni. Un connubio piacevole, fresco e armonioso, un bel mix di profumazioni che hanno un nonsochè di femminile, di sensuale. Il sapone ha una pasta semi morbida, che permette di fare un bel prelievo direttamente dalla ciotola. 

Sapone da barba con 3 burri vegetali e l'estratto di Hamamelis. TFS ha festeggiato a dovere i 75 anni di attività

Prelevato con pochi giri, inizio il montaggio vero e proprio in ciotola, armato di Rossini in Tasso, inizio a far “salire” il sapone. Nel giro di neanche 30 secondi ho già creato una schiuma lucida, e corposa che trasmette delle profumazioni più definite e marcate rispetto a quello che avevo percepito all’olfatto. Diciamo che prende una forma (al naso) un pò più semplice da interpretare. Infatti escono fuori, al mio naso, le due note predominanti, e poi più continuative, che sono il ciclamino e la viola. Un elegante connubio di due fiori molto delicati che mi hanno dato una sensazione di pace, di relax assoluto. Continuando a spalmare il sapone sul volto mi continua ad uscire un aroma che non riesco a inquadrare, qualcosa di dolce, zuccherino quasi un fruttato, che dona quel qualcosa di goloso in viso… Ma lo scopriremo insieme tra poco😉Il rasoio (in questo caso Razorock Mentor con Gillette 7 O’clock) scorre bene, senza intoppi, e risultando delicatissimo su barba quotidiana, grazie a questo strato di sapone che sembra quasi della crema al burro, quella per i dolci. La protezione è altissima, e la densità di questo soap è qualcosa di veramente eccezionale (ricordiamo che parliamo di un vegetale) e tutto questo è dovuto sicuramente alla maestria di TFS a inserire per la prima volta dei burri (vegetali) all’interno di un sapone. Infatti troviamo il burro di Mango, che svolge l’azione di rigenerare lo strato lipidico dei tessuti, quindi a creare una sorta di barriera grassa che protegge a dovere la pelle e insieme a questo troviamo anche il burro di Cupuachu. Ecco detto così sembra nulla, ma questo burro, che si ricava da un frutto amazzonico, un parente del cacao, che viene anche chiamato “il frutto degli dei”, ha innumerevoli proprietà, tra cui quelle di tonificare, lenire, rinfrescare, nutrire e ammorbidire la nostra pelle! Tutto concentrato in un unico burro! Fantastico.
Tornando al profumo che non riuscivo a trovare, ho scoperto essere (almeno per il mio naso) il profumo del Cupuachu – o almeno credo-! Infatti il suo aroma e un mix inebriante di ananas, banana e cacao. Questo insieme a qualche nota di patchuli, genera nel mio naso qualcosa di veramente ottimo e che è stato veramente complesso da inquadrare. La profumazione perdura per tutta la sbarbata, facendosi apprezzare ad ogni insaponata con un accoppiata di profumi sempre nuovi!Alla fine mi trovo a fine PT2 🔜 sbarbata con una pelle vista veramente poche volte così pulita, quasi come quella di un neonato, con una morbidezza strana, ma molto piacevole, quasi come se fosse leggermente imburrata, lasciando una sensazione di fiabesco in viso. A questo punto è giunto il momento del tonico Whitc hazel, un fluido cicatrizzante (usato spesso anche nell’omeopatia come rimedio per ustioni, irritazioni cutanee, punture etc.) che deriva dalla pianta di Hamamelis, e serve per “chiudere” tutte le disavventure avute con la rasatura, facendo tornare la pelle perfettamente integra. Nel mio caso l’ho usato solo per curiosità, perché problemi con un sapone del genere (che contiene anche al suo interno qualche goccia di estratto di Hamamelis) è quasi impossibile avere problemi di taglietti o red points! Questo fluido è senza profumo, ottimo per lasciare spazio all‘ After Shave in abbinata, che come il sapone, genera un mix di profumi sensuale, dolce e molto fresco. Infatti al naso escono le note floreali del ciclamino, con una base molto forte (a differenza del sapone) di patchuli, il tutto accompagnato da qualche nota, che si percepisce in maniera flebile ed elegante, di legni, qualcosa di caldo, di confortevole che chiude ottimamente il cerchio olfattivo. La botta alcoolica io non l’ho quasi mai percepita (c’è ovviamente, ma è quasi un frizzare) sicuramente grazie all’effetto del tonico usato in precedenza. Durante la giornata (finalmente!) il profumo dell’ after c’è è si sente, si percepiscono ancora delle sfumature di ciclamino e patchuli, che mutano leggermente dal floreale al quasi legnoso (dopo circa 5 ore).

CONCLUSIONE
Il sapone che non c’era… Si, adesso c’è finalmente un sapone ai burri, ma totalmente vegetale! Una bella novità, e devo dire che era quella novità che serviva per compensare il mercato Italiano. Finalmente ci sono più eccellenze che possono dire la loro, e fare “la voce grossa” ovunque! Burri accuratamente selezionati, cercati in chissà quale luogo del pianeta, ma che insieme hanno dato un anima vera a un sapone. Un prodotto che ha tutto quello che uno cerca, protezione, grassezza, persistenza, benefici nel post shave… Un sapone che farà parlare di se per la sua lavorazione, che fa parlare già adesso di se per la diversità dei prodotti che ci sono sul mercato, che finalmente crea un modello da seguire e da replicare. Ideale per le stazioni più calde, ma grazie allo strato di “grasso” che si crea in montaggio, anche in inverno potrebbe essere apprezzato. Un compleanno con i fiocchi. Se è vero che il vino buono, più invecchia è più migliora, TFS ti aspetto per l’80°😉 P. S. La profumazione, è un qualcosa che, ovviamente per me, ha dato l’impressione di averla scelta io. Un mix di profumi, che mi ha veramente stupito, perché sembravano tutte le profumazioni dei miei soap preferiti, messe dentro a uno solo. Questo per me vale il massimo in fatto di “votazione” 😉
VOTAZIONE
GIUDIZIO COMPLESSIVO (tra i prodotti della stessa categoria) : ⭐⭐⭐⭐1/2
PACK : ⭐⭐⭐⭐
PROFUMAZIONE : ⭐⭐⭐⭐⭐ Soggettiva
SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐⭐
PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐⭐
RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐⭐

Andrea🖋

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In 75esimo anniversario sapone e dopobarba sono accompagnati dall'inedita acqua di Hamamelis.
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SAPONIEDINTORNI#15

Fine Accoutrements – Snake Bite 🥶🐍

Uno dei saponi simbolo dell’estate, considerato uno dei più freddi in circolazione, capace di portare il polo Nord in viso per il tempo di una sbarbata, parliamo oggi del Fine (azienda americana produttrice di diversi prodotti per noi tonsori) Snake Bite🐍.  Morso del serpente, questo il nome per noi amanti della lingua italiana, un nome che incute subito un certo timore, un sapone glaciale che (proprio come il suo nome) “paralizza” il volto come farebbe il veleno di un Serpente a sonagli. Aspettative che, qualsiasi tonsore, può provare direttamente sulla propria pelle e rimanere stupito da quello che sentirà. Partiamo dal pack, scatola nera con etichetta ocra attaccata sopra al tappo, riportate il logo aziendale, un Serpente🐍 intento a mordere e il nome del prodotto subito al di sotto. Elegante e vintage, molto tradizionale e con pochi fronzoli, ma fa subito capire a cosa si è di fronte.  Il contenuto (con tanto di Serpente inciso nel sapone) è di 100 gr. di un sapone solido, che però non deve spaventare (visto che non sempre con i saponi solidi si ha feeling immediato) perché una volta iniziato a prelevare, è come se lo sia stesse usando da sempre. Durante la fase di prelievo una botta di mentolo esce fuori, e risveglia immediatamente anche il naso più assopito. Cristalli di mentolo e sapone tripla mescola con tallow, si inglobano nel pennello (razorock Barrel) pronti a scatenarsi direttamente in viso. Inizio il montaggio in FL (proprio per gustarmi al 100% la botta di gelo) e nel giro di pochi minuti ho una coltre di freddo in volto, mascherata da uno strato denso e molto corposo di sapone da barba. Wow. Nelle giornate estive questo prodotto fa veramente godere. Una sensazione bella, veramente piacevole, perché si ha una sensazione che è molto particolare (almeno per me) : il tallow, che normalmente io associo a saponi più caldi, diventa non una coperta calda e confortevole, ma bensì una lastra di ghiaccio (per la scorrevolezza che dona) per far danzare il rasoio. Un elemento per me associato al caldo che viene assorbito dal gelo del mentolo (in quantità veramente alte). Bello bello bello.

Per i tonsori amanti delle sensazioni estreme Snake Bite è un "must have"

Il rasoio (German 37) vola, in totale sicurezza grazie alla protezione molto alta donata dal sego, e man mano che tolgo lo strato di sapone dal volto, ecco che inizia a ri spuntare fuori (di prepotenza) il gelo, lasciando uno strato di inverno sul volto, connubiando una grassezza della pelle abbastanza buona. Diciamo che sul mio viso, il post shave è stato alternato, cioè in alcuni giorni sentivo la pelle ben ingrassata, fredda, e molto morbida, mentre in altre situazioni, perdevo un pò la grassezza, trovandomi la pelle molto fredda, ma quasi “secca”. Mi è successo l’ultimo passaggio, con i pennelli in tasso, e credo che sia dovuto al fatto che mangiando più acqua e inglobando più sapone, non riuscivano a rilasciare tutto il sego necessario per il post shave che cercavo.  Per concludere la sbarbata in maniera “folle” per i più temerari consiglio l’after in abbinata… A vostro rischio e pericolo ⚠ Per chi invece (come il sottoscritto) non è un temerario, consiglio di abbinare un after un pò meno “da galera”… Io mi sono orientato sempre tra l’ Epsilon Blu e il Furbo Blu, trovando un refrigerio giusto (per i miei gusti) che mitigava leggermente i cristalli di mentolo dello Snake Bite. Tra i 2 mi sono trovato meglio con Furbo, essendo anche lui carico di mentolo, ma con qualche sfumatura di profumazione un pò più vintage. Con Epsilon invece ho trovato quella freschezza quasi serale, meno mentolato e con alcuni sentori di liquirizia, che si sposano molto bene con il Morso del Serpente, rendendolo un pò più mansueto 😉

CONCLUSIONI

Un sapone che in estate non è consigliato, ma è un dovere morale averlo. Anche a chi non è fanatico dei mentolati (io in primis) lo apprezzerà per 2 semplici motivi: il primo è sicuramente la sensazione di freddo e benessere che porta con se, con 30 o più gradi fuori, avere dello Snake Bite in faccia, fa sembrare tutto più facile. In secondo luogo è l’abbinata tra sego (che fa volare il rasoio, ma proteggendo la pelle) e freddo. Un mix che ho trovato veramente interessante, una cosa che (tra i saponi da me provati) non avevo ancora trovato. Comfort e fresco insieme, normalmente o è molto grasso, oppure molto freddo, insieme la cosa è goduriosa. Peccato per i risultati in post shave che ho riscontrato (sulla mia pelle) con il tasso, fossero stati tutti come io sintetico avrei fatto altre scelte… Ma anche con questo piccolo disguido (se lo avete riscontrato anche voi fatemelo sapere) questo sapone in estate, è un vero Must Have! Un prodotto che chi ama il freddo apprezzerà, e non sarà solo ghiaccio, ma anche protezione ✌🏻

VOTAZIONE

GIUDIZIO COMPLESSIVO (tra i prodotti della stessa categoria) : ⭐⭐⭐

PACK : ⭐⭐

PROFUMAZIONE : ⭐⭐ (Soggettiva)

SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐

PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐

RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐

Andrea🖋

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Gelido, ma ad alta proteizione, Snake Bite è un sapone tallowato a tripla lavorazione.
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SAPONIEDINTORNI#14

Officina Artigiana Milano 🗜🔧🔨
Oggi non parliamo di un semplice sapone, neanche di un prodotto per farsi la barba, oggi parliamo di un insieme di elementi fusi insieme, che sono un amalgamato di benessere. Oggi parliamo di un sapone che ha ridefinito i canoni della saponificazione, rendendo un gesto quotidiano, un viaggio di sola andata verso una SPA, spingendosi ben oltre a quello che (per ora) era il top della rasatura italiana. Una premessa che, sinceramente avessi letto qualche tempo fa, avrei deriso e probabilmente snobbato. Ma oggi non, sono io a fare una premessa con i fiocchi perché siamo di fronte a una nuova eccellenza italiana. Officina Artigiana Milano (che da ora abbrevierò OAM) ha sfornato un sapone che unisce al suo interno esattamente 5 olii del benessere, che sono Argan, Ricino, Mandorle Dolci, Vinaccioli e Jojoba, e riuscendo a farli lavorare in sincro, per ottenere durante la sbarbata, il massimo da ognuno di essi. Andiamo ad analizzare e vedere come si è comportato in questi primi 10 giorni di barba quotidiana insieme ad OAM😉 Innanzitutto ci troviamo di fronte a una confezione elegante, raffinata e robusta, in vetro, con tappo a vite e dal contenuto di 150 ml. Il barattolo è veramente grosso, capiente e molto comodo per effettuare la presa di sapone direttamente in ciotola. Aprendo il barattolo, troviamo una sorta di fiore, a 5 petali, che indica la presenza, per l’appunto, di  questi 5 olii del benessere. Il sapone ha una consistenza semi morbida, ed ha un colore tendente al marrone. In questi 10 giorni ho alternato in pò di tutto, rasoi DE, shavette, pennelli vari, dal synth al cavallo, perché le aspettative su questo prodotto erano alte, quasi miracolose e quindi l’ho messo alla prova in tutte le condizioni da me fruibili. Mi ha stupito sempre. Senza mezzi termini. Prendo ad esempio la sbarbata più aggressiva che ho fatto, sempre su barba di 1 giorno: Shibumi armato Feather. Solo a scriverlo mi verrebbe da accendere un cero per la grazia che mi è stata fatta nel essere qua a raccontarlo😅🤣 Ho una katana in mano, barba cortissima e ovviamente molto dura. Pennello in tasso e via a insaponare. Vado in FL (che normalmente non prediligo ma quel giorno andava così) e dopo 5 minuti di insaponata, ho un denso strato di schiuma, morbida e quasi a stucco sulla faccia. È un sapone che non produce una schiuma vaporosa, mai, ma produce uno strato di protezione sempre, non grassa, ma molto lubrificante.

Miracoloso. L'aggettivo non sembra esagerato per descrivere il sapone da barba di Officina Artigiana Milano

Lo shibumi come un falcetto porta via tutto, ma incredibilmente, la pelle sottostante è perfettamente morbida, senza irritazione e soprattutto di una lucentezza che non mi aspettavo. I profumi che si percepiscono durante tutta la barba sono (come la confezione stessa) molto eleganti e raffinati, e chiedono (almeno nel mio caso) 3 sbarbate per far uscire il quadro completo. Nelle prime volte le note predominanti erano lo zafferano e il pepe nero, un connubio quasi culinario, ma che sulla pelle è veramente fine. Dopo 3 barbe ho finalmente trovato le note legnose che venivano indicate, in particolare ci ho sentito molto la betulla (ne ho 3 sotto casa😅) che con quel suo profumo quasi dolce, insieme a dei sentori quasi “affumicati” (credo che sia l’orzo tostato che viene messo nella piramide olfattiva) spezza e lega allo stesso tempo le note pungenti e delicate del pepe e zafferano. Un mix piacevole, che -sempre per me- forse è più indicato per i periodi freddi (diciamo da ottobre a marzo) rispetto ai mesi caldi o tiepidi. Tornando alla nostra sbarbata, procedo con il contropelo, dopo una seconda insaponatura generosa, e una piccola presa di acqua (il tasso come sempre beve come un cammello 🐪), ma anche qua, niente. Perfetto. Protettivo. Rassicurante. Mi ha veramente stupito. Ma in questo set, forse la parte più goduriosa e duratura, la fa sicuramente l‘after shave. Su una pelle morbida e decisamente __PT. 2 🔜 “rivitalizzata” dal sapone usato, il dopobarba va a fare un effetto frizzante, che sembra quasi l’ultimo idromassaggio nella nostra SPA/sbarbata. Una profumazione intensa, penetrante e per me molto sensuale. Un mix di legno (betulla) un sentore di tostato, che al mio naso da l’idea del seme di Popcorn appena sta iniziando ad aprirsi, che si fonde con delle note dolciastre di zafferano. Mi ha portato subito alla mente una cena formale, di un uomo elegante, vestito con camicia bianca e blazer blu, appoggiato su dei chinos bianchi, intento a chiacchiarare su una terrazza vista giardino. Elegante, raffinato e decisamente stupefacente la sensazione in viso. Infatti se già a fine barba avevo una pelle morbida e lucida, qua l’azione dell’alcol che evaporando lascia quella patina sottile, viene amplificata. Un post shave di rara bellezza. Persistenza? Be sulla mia pelle dura tranquillamente 8 ore, ovviamente scemando pian piano, ma sempre presente. Questa è la ciliegina sulla torta.

CONCLUSIONE
Gli olii del benessere, ci sono e si percepiscono veramente tutti, lasciano una pelle morbida, particolarmente elastica, e con una specie di film protettivo che la rende unta, ma non ingrassata, quasi come se ci fosse applicata della crema solare al mare. Ecco quella sensazione di benessere e protezione che non avevo mai provato sul mio volto. Questo mix di effetti è sicuramente dovuto alle proprietà degli olii al suo interno, infatti ognuno di questi olii contribuisce al risultato finale. L’olio di mandorle e quello di ricino, tra le altre, hanno proprietà emolienti, l’olio di Jojoba idrata e lenisce la pelle, l’olio di Argan (uno degli olii più preziosi in commercio) è ricco di vitamine e aiuta a mantenere la pelle elastica, mentre l’olio di vinaccioli, con le sue proprietà seboregolatrici, aiuta a mantenere un livello di grassezza della pelle nella norma, e inoltre serve anche a tonificare. Questi benefici non si possono vedere tutti insieme alla prima volta, ma assicuro che, usandolo quotidianamente, si hanno dei risultati tangibili e per forza riconducibili alle materie prime selezionate con cura. Un set che (a differenza di come se ne è parlato) io non ho trovato grasso, ma bensì unto, cioè non avevo la sensazione (come con alcuni tallowati) di avere una pelle ingrassata, ma bensì nutrita, lucida e decisamente unta appunto, con quello strato di film protettivo che di per sé, sarebbe bastato alla pelle senza l’ausilio del dopobarba. Gli olii, successivamente, si assorbono bene nella pelle e non lasciano uno strato spesso e grasso sull’epidermide (come invece capita con le compagini tallowate) lasciando così spazio alla creazione di un ,nuovo strato protettivo, più definitivo e tangibile, che viene dato dall’after shave. Un prodotto studiato nei minimi dettagli, passo dopo passo, per essere un continuo e duraturo viaggio in una rilassante SPA, durante tutto il giorno. I due micro nei (se si possono chiamare così) gli ho trovati nella profumazione, come detto prima -per me- non è un all season ma più stagionale, e il pack (grafica) che avrei reso ancora più minimalista, senza il logo, solo con le scritte, che personalmente avrebbe creato (forse) un immagine ancora più elegante ed esclusiva 😌

VOTAZIONE
GIUDIZIO COMPLESSIVO (tra i prodotti della stessa categoria) : ⭐⭐⭐⭐1/2
PACK : ⭐⭐⭐⭐
PROFUMAZIONE : ⭐⭐⭐⭐(Soggettiva)
SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐⭐
PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐⭐
RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐⭐

Andrea🖋

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Usato regolarmente, il sapone da barba Officina Artigiana produce dei risultati tangibili sulla pelle.
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SAPONIEDINTORNI#13

TOBS Grapefruit (Pompelmo) 🍊
TOBS -Taylor Of old Bond Street- è un celebre e affermatissimo brand Britannico, che si occupa di noi tonsori con prodotti veramente lussuosi, che si collocano di diritto nell’Olimpo pogonotomistico. Infatti, con la sua immagine British, elegante, semplice e raffinata propone una gamma di prodotti pronta a soddisfare tutti i gusti, anche quelli dei tonsori più ostinati. Andiamo ad analizzare quella che per me è una vera pietra miliare per il tonsore in estate, la linea Grapefruit (ovvero al pompelmo). Si presenta come tutte le linee di questa gamma, in un contenitore di plastica dal contenuto di 150 ml, con una forma “a tazza” e con il tappo a vite. Una cosa interessante del tappo, è che sono presenti delle scanalature sul bordo, che permettono a chi, come me, espone i saponi “di taglio” di non scivolare via. Semplice, ma molto utile. Tappo che presenta ancora, sulla sommità, l’etichetta plastificata, con logo aziendale, dicitura completa dell’acronimo, e rappresentazione grafica della profumazione che c’è all’interno, tutto fatto con un colore solo, che si avvicini il più possibile al colore dell’elemento usato (pompelmo=arancione, sandalwood=marrone, Rosa=rosa etc…) Durante l’atto pratico, posso dire con sincerità che l’ho provata con tutti i pennelli in mio possesso, perché volevo trovarne uno che avesse difficoltà… Niente da fare. Si preleva con estrema facilità, come fosse una crema, e con 5 giri di pennello (qualsiasi esso sia) si ha una quantità di sapone, che basterebbe per fare 2 barbe complete. Nel mio caso con il sintetico, è dove ho trovato veramente l’estasi. Una schiuma densa e corposa, profumata al massimo, con una compattezza della schiuma a livello veramente alto. È un sapone che, a mio avviso, può essere veramente adatto a tutti, infatti anche aggiungendo parecchia acqua rispetto al solito, la incorpora e la trasforma in protezione aggiuntiva.

Grapefruit di Tobs è un pilastro del wetshaving. Difficile trovare anche un minimo difetto!

Adatto a chi deve capire come funziona il “metodo”, ma anche a chi sceglie TOBS come sapone quotidiano e non ha il tempo di calcolare ogni singola goccia che aggiunge. Veramente interessante! Barba di un giorno come oramai è consuetudine, e insieme al German 37,armato Euromax inizio l’avventura. Il rasoio viaggia, eccome se viaggia, senza paura, ma ad ogni passata la pelle sembra che non abbia neanche visto la lametta. Protezione molto buona. La profumazione è esattamente quella che uno si aspetterebbe da un sapone al pompelmo. Sa di pompelmo è basta! Due solite passate, e alla fine del contropelo ho una pelle veramente molto profumata e morbida. La profumazione è veramente qualcosa di speciale, molto penetrante e intensa, forse fin troppo per il mio naso, tanto che mi sarebbe piaciuto avere un minimo di contrasto o accostamento in più, per smorzare un pò il quadro olfattivo. Sinceramente dopo una settimana di prova continua, sicuramente prima di sbarbarmi si nuovo con TOBS Grapefruit, passerà qualche giorno😅

CONCLUSIONE
Un brand che chiunque dovrebbe avere nel suo arsenale. Profumazioni infinite, prezzo accessibile, elegante, ma soprattutto semplicissimo da adoperare, con risultati eccelsi. Un sapone che a mio avviso ha un solo ed unico difetto (che è molto personale) la profumazione “unica”. Mentre con altri saponi, di brand qualsiasi, si ha quasi sempre un valzer di profumi, qui si ha quello che si presenta. Pompelmo è pompelmo, menta è menta è così via. Diciamo che (almeno per me) cessa un pò quel divertimento di indovinare quello che c’è dentro, apprezzare e scoprire magari lievi sentori che fanno da sfondo all’aroma principale. Per il resto, anche senza avere al suo interno materie prime “pregiate” o “ricercate” siamo di fronte a un sapone che, come un contadino, semina senza parlare tanto, e raccoglie i suoi frutti senza vantarsi, ma raccogliendo tantissimo. Ecco per me TOBS è così. Semplicità, resa e garanzia.

VOTAZIONE
GIUDIZIO COMPLESSIVO (tra i prodotti della stessa categoria) : ⭐⭐⭐1/2
PACK : ⭐⭐⭐
PROFUMAZIONE : ⭐⭐ (Soggettiva)
SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐
PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐
RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐

Andrea🖋

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I saponi da barba Taylor of Old Bond Street presentano uno deimigliori rapporti qualità prezzo sul mercato.
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20° #StressTest – Capitan Fawcett The Chap – Debonair

Un altro piccolo traguardo raggiunto, il nostro 20esimo appuntamento insieme per un nuovo #stresstest sulle cere da baffi.  Quello odierno più che un test, sarà un racconto, un analisi di prodotto, in quanto fare un test di tenuta su una cera, stando chiusi in casa per la quarantena, non ha granché senso. Ma la voglia di provare ed usare prodotti nuovi, quella non si ferma mai!  Detto ciò, andiamo ad analizzare questo nuovissimo prodotto (l’ultimo nato in casa del Capitano) la cera The Chap Debonair.  Innanzitutto partiamo dalla grafica, diversa dal solito, perché si tinge di rosso, un rosso fuoco molto accattivante, con il logo del produttore stampato in nero. Girando la confezione (classico vasetto in alluminio da 15 gr.) troviamo stampato in nero il logo di The Chap, con dettagli in rosso, e lista ingredienti subito sotto al viso.  Ma alla fine cos’è The Chap? Perché fare una linea signature con una cera da baffi?  Vi dico tutto io, non preoccupatevi.  The Chap è un giornale inglese, che tratta argomenti maschili, e cerca di trasmettere attraverso le sue pagine (scritte in maniera quasi irriverente) il messaggio di “tornare” ad essere dei gentiluomini, un pò dandy, con maniere e modi d’altri tempi, ma proiettati nel XXI secolo. Ecco dei dandy, ma moderni. Tra i modi di essere del perfetto gentiluomo, secondo il The Chap, c’è il portare i baffi e fumare la pipa, ecco il motivo per cui il logo del giornale e il prodotto di Capitan Fawcett, trovano una ragione di esistere, o meglio coesistere.  Spiegato il perché di tutto questo, passiamo a parlare del prodotto in se: una cera a base naturale (cera flava) ma con alcuni elementi sintetici che servono a dare corpo e malleabilità alla cera stessa. Una profumazione molto particolare, che a me ha ricordato il legno bruciato di una vecchia pipa, misto a un sentore, tipo di carta dei libri nuovi, un mix intrigante e molto signorile (dalla ditta menzionano come profumazioni anche delle note di tabacco e pelle, che io personalmente non ho captato). 

Civa il Baffo è tra le personalità baffute scelte dal giornale The Chap che ha collaborato alla creazione di Debonair

La cera lavora in maniera ottima, si stende bene, e non lascia residui, facile da modellare tra le dita e molto (forse fin troppo) morbida durante il prelievo.  Sistemando il baffo come fatto in #unbaffoaldi giorno 6 (vedi post) ho avuto un riscontro, a livello di tenuta, ottimo per quanto riguarda la forma delle punte, mentre per i peli sopra alla bocca (zona più soggetta a bevande e calore dell aria dal naso) mi ha un pò deluso, dato che ha tenuto in posa perfetta per “sole” 5 ore, cosa che con altre cere del capitano, non succedeva affatto, considerato che sono chiuso in casa e non faccio grandi sforzi…Come si suol dire, trovare il pelo in un uovo. N. B. Nei giorni normali di “classica” quarantena, si è comportata bene, ma sono curioso di un vero test… Che arriverà 😉

CONCLUSIONE

Cera ottima come profumo e come idea per la creazione. Pack molto accattivante e decisamente in linea con il pensiero del The Chap, una cera baffi per un dandy moderno.  Composizione che (come tutte le cere della linea Signature) è un mix tra naturale e sintetico, ma alla fine, avendo un ottima resa sul campo, non gli si può contestare nulla. Come abbiamo visto in altri test, le Capitan Fawcett quando sono troppo naturali, tendono a perdere un pò di resistenza (almeno nel mio caso) in tempi più brevi rispetto alle sorelle. Profumo ottimo, molto particolare e decisamente (aggiungo anche finalmente) diverso rispetto a quelli che si trova in giro. Un mix ottimo in tutte le stagioni, ottimo per gli amanti del fumo lento e dei bei tempi passati. 

VOTAZIONE : 8 1/2 (in quarantena) 

Ottimo prodotto, bell’idea, bel design. Una votazione non alta per il discorso della tenuta nella parte centrale, e per una (a mio avviso) troppa morbidezza del prodotto in fase di prelievo, alla quale non sono (e non voglio) abituarmi con i loro prodotti. Da avere? Per me si, ottima per chi inizia (per quello appena detto della morbidezza) ma utilizzabile anche da chi cerca styling e tenuta in posizioni più estreme. Il Capitano ha fatto centro, ma torneremo a parlare di questo prodotto appena si potrà testate in maniera corretta! 

Andrea🖊

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Debonair ha un profumo di tabacco da pipa molto signorile
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SAPONIEDINTORNI#12

Razorock Dead Sea 💀🌊 – Linea Completa

Da molti viene considerato la punta di diamante del brand Italo Canadese. Un set che promette di regalare emozioni, benessere e un turbinio di profumazioni che mixate insieme fanno veramente viaggiare. Sarà tutto vero? Vediamo come si è comportato con me😉 Partiamo dal pack, che sicuramente cambia parecchio rispetto ai fratelli in collezione. Infatti si presenta in un elegante e massiccio vaso di vetro, dal contenuto di 250 ml. Un bel quantitativo, che subito mi fa pensare nella sicurezza dell’azienda sul grado di piacere che si immaginavano dal grande pubblico. Tappo a vite, con sopra un’etichetta raffigurante le spiagge del Mar Morto, e sul lato del barattolo un’altra etichetta che indica il nome, ben evidenziato, con i profumi che (mi auguro) dovrebbero accompagnarmi in fase di sbarbata.  Premetto che ho usato questo set per una settimana, in rasatura quotidiana, e poi ho fatto altri test, su barba di 3 giorni. Detto questo, prendo ad esempio la sbarbata per me più piacevole, in cui, su barba quotidiana, mi sono presentato alla griglia di partenza con : Yaqi Helmet armato di Gillette Rubie, e il fido Razorock Plissoft 400. Pronti… Via! Prelevo il sapone in ciotola, con una 10ina di giri, e già dal prelievo inizio a percepire delle note agrumate, molto fresche e piacevoli. Durante il montaggio in viso, trovo che si abbia un esplosione di profumi, che passano dall’ agrumato all’erbaceo in maniera netta, per poi rincorrersi e mixarsi. Una schiuma molto molto densa si forma in viso, molto grassa, che ha bisogno di parecchie prese d’acqua per uscire fuori. Infatti all’interno di Dead Sea, troviamo 2 elementi che fanno si, che si compia quanto scritto precedentemente: la lanolina (grasso ricavato dal pelo della pecora) e, ovviamente, il sale del Mar Morto. Quest’ultimo come tutti i sali, ha numerose proprietà cosmetiche, ma, in particolare, questo ha effetti benefici per tutti i rossori della pelle, previene il prurito (utile anche in cure contro la psoriasi) regolarizza la produzione di sebo e dona morbidezza ed elasticità alla pelle. Detto questo, abbiamo tutte le carte in regola, per essere di fronte ad un’eccellenza di sapone.

The Dead Sea è confezionato in un massiccio vaso di vetro

Tornando alla rasatura, completato il montaggio, parto con il rasoio a fare il pelo. Lo Yaqi scorre come una Ferrari, facendo cantare la lama sulla pelle, che però, grazie alla protezione del sapone, non sente quasi la lama passare (dico quasi perché il rasoio in mani “poco esperte” non perdona nulla). La profumazione è invariata rispetto a quella del montaggio, sento sempre il limone, delle note delicate di rosmarino e (per la prima volta in un sapone) la Cannabis. Tra l’altro è un altro olio utilizzato in Dead Sea quello di Canapa, con proprietà molto interessanti (ne parlo meglio in #SAPONIEDONTORNI TFS Stupefacente). In seconda passata aggiungo altra acqua al sapone, per ravvivarlo, visto che la concentrazione di sale all’interno, tende a mangiare abbastanza acqua. Contropelo che necessità di molta protezione, perché l’ helmet non scherza, ma il sapone risponde più che presente. Densità e protezione sono la sue armi vincenti. Nessun passaggio in obliquo, perché ha falciato tutto quello che c’era, senza lasciare nulla da radere 😅. BBS raggiunto, pelle rilassata, morbida che tende a essere un pò “tirata”, probabilmente per il sale, cosa che risulta essere molto piacevole sulla mia pelle. E ora il momento dell’ after shave. Sono curioso, visto che ho ancora nel naso e sulla pelle quei profumi delicati e rilassanti del sapone. Splasho sul viso e la sensazione di benessere aumenta. Quasi un balsamo, che inizia a frizzare solo dopo qualche secondo sulla pelle. Chi si aspetta, come me, un prosequio del sapone, rimarrà deluso, almeno la prima volta. Infatti nell’ after non ho sentito quasi nulla di quello percepito in rasatura, ma al contrario, delle note di Sandalo e (per il mio naso) Cannabis, spadroneggiano su tutto il resto. Una sensazione che mi ha sinceramente spiazzato. Strano. Prima sono sul bordo del Mar Morto, e subito dopo mi trovo in una foresta tropicale, solo con profumi di legno ed erba. Wow. La seconda volta, memore della prima, l’ho apprezzato molto di più invece, perché ho trovato qualche sfumatura olfattiva che avevo perso il giorno prima (credo di aver aggiunto il rosmarino) che in qualche modo mi completa perfettamente la sbarbata.

CONCLUSIONE
Sulla qualità del sapone non si discute, protezione ottima, anche con rasoio non adatto alla barba quotidiana. Scorrevolezza ottima (anche troppa in questo caso😅) con una compattezza da tallowato, ma a base vegetale! Per quanto riguarda il profumo, come tutti i viaggi, è da scoprire pian piano. Sapone che può essere utilizzato in estate con abbinamenti agrumati, e va bene, after che al contrario può completare saponi più caldi, senza nessun problema. Un set che è un abbinamento ottimo e contrastante allo stesso tempo. Passatemi il paragone, ma è esattamente come il prosciutto e il melone. Opposti, ma insieme si completano. Si, siamo probabilmente in tutto e per tutto davanti alla punta di diamante di Razorock!
GIUDIZIO COMPLESSIVO (tra i prodotti della stessa categoria) : ⭐⭐⭐⭐
PACK : ⭐⭐⭐
PROFUMAZIONE : ⭐⭐⭐⭐ (Soggettiva)
SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐
PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐⭐
RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐

Andrea🖋

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Agrumi, Cannabis, Rosmarino, sentori marini: Dead Sea è una continua scoperta
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SAPONIEDINTORNI#11

TFS Stupefacente 😳 – Set Completo

Un viaggio, anzi forse un “viaggio” lungo uno sbarbata, che sicuramente sarà molto particolare, costellato di materie prime originali e profumi non del tutto comuni. Un “viaggio” o forse un trip che sta per cominciare, e devo ammettere che è stato decisamente particolare… Sarà stato stupefacente solo di nome o anche di fatto? Scopriamolo subito! Decisamente irriverente e provocatorio, sono queste parole che mi vengono per riuscire a sintetizzare quello che per me è il set Stupefacente casa TFS. Partendo dal pack infatti, troviamo un immensa foglia di marijuana stampata sull’etichetta, con uno sfondo circolare riportante i colori della cultura Rasta (verde, giallo e rosso) e la scritta Stupefacente in bianco, con un font molto hippy.  Classico barattolo in plastica nera con tappo a vite, dal peso di 150 ml.  Il sapone all’interno è di colore bianco, sempre con la consistenza semi morbida che caratterizza tutti i saponi di TFS. Aprendo la confezione mi si spegne un pò l’emozione e l’aspettativa che mi ero fatto durante la fase di osservazione. Infatti nella mia testa, mi ero fatto un viaggio olfattivo totalmente diverso dalla realtà. Si sente un mix alquanto particolare, fatto di Pino, timo e limone, ma quella nota di Cannabis, di cui volevo sentire ogni singola sfumatura, neanche l’ombra. Iniziando a montarlo in ciotola i profumi si alternano e si ha un movimento olfattivo che sembra proprio quello di un trip. Infatti a seconda della giornata, della combinazione con il pennello etc, avevo come la sensazione di percepire in prima passata una profumazione, che però era sempre diversa ad ogni prova… Una cosa particolare, che se si prova, rende questo sapone, una specie di “sapone d’azzardo” dove non si sa mai cosa può uscire fuori. La protezione, quella invece è sempre una garanzia, come anche l’effetto post shave, che in questo caso, risulta essere particolarmente interessante. Infatti ho notato che la pelle, dopo tutte le sbarbate, appariva quasi come se non fosse passata la lama, ma semplicemente una piuma. Pelle rilassata, molto morbida, quasi come se avessi messo una crema idratante, e particolarmente lucente. Infatti (l’ho scoperto dopo qualche utilizzo) l’olio di canapa, di cui è ricco Stupefacente, viene utilizzato spesso per curare i problemi della pelle (acne, psoriasi, herpes etc…) infatti, la mia pelle, anche se non ho nessuno di questi problemi, ne ha tratto sicuramente dei benefici.

Il sapone da barba Stupefacente contiene olio di Cannabis Sativa, benefico per la pelle.

Conclusa la sbarbata (fatta con Omeghino Tasso e Setola, in compagnia del nuovo slant italiano, Lo Storto di Fatip) vado a concludere con il suo After Shave. Qua ho opinioni molto discordanti… In prima battuta, al primo utilizzo, sono rimasto deluso al 100%, non per l’effetto sulla pelle (quello è pressoché identico agli altri TFS : Lenitivo e decisamente emoliente, con una persistenza abbastanza blanda per la mia pelle) ma per il discorso olfattivo. Infatti qua, più che con il sapone, mi sarei aspettato un profumo di Cannabis. Invece mi trovo di fronte a un mix simile a quello del sapone, ma con un non so che, che mi ricordava più un deodorante chimico che qualcosa legato all’immagine di copertina (la sempre nota foglia di Marijuana). Pino e limone al mio naso sono sempre le fragranze predominanti, ma a tratti esce una nota verde, molto fresca, che penso sia eucalipto (o qualcosa di simile). Dopo 3 utilizzi, probabilmente essendomi “fatto un pò il naso” ho percepito qualche nota che -seppur lontanamente- mi ricordavano la Cannabis, che me lo ha fatto apprezzare un pò di più, ma ovviamente sempre accostate alle note di Pino e limone, che personalmente non mi sono piaciute molto.

CONCLUSIONE

Un set che, per me è stato più stupefacente di nome che di fatto. Mi aspettavo delle note più vicine all’ erbaceo della Cannabis, rispetto al verde del Pino. Il limone ci sta bene perché smorza parecchio le fragranze, ma nella mia testa, questo set, aveva un altro profumo.  Bello l’alternarsi delle profumazioni, che sembra che si rincorrono, e che escano a caso a seconda dell’ armamentario utilizzato. Protezione e scorrevolezza ottime, e post shave, da album dei ricordi! Molto molto bello! Pack azzeccato per il nome scelto, tutto a tema, e decisamente accattivante, ma probabilmente io non avrei associato l’immagine della marijuana a questo sapone, ma gli avrei dato un nome più “esotico”, tipo “pineta sicula” che forse (sempre per il mio naso) avrebbe avuto più senso come abbinamento nome/sapone. Detto questo, credo che il pack in se, senza essere aperto sia molto carino, ma una volta testato, perde un pò di fascino per i discorsi fatti in precedenza. Per me è un pò fuorviante.

GIUDIZIO COMPLESSIVO : ⭐⭐ 1/2

PACK : ⭐⭐

PROFUMAZIONE : ⭐ (Soggettiva)

SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐

PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐

RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐

 

Andrea🖋

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Meccanicamente ottimo, Stupefacente non avvicina molto la profumazione della Canapa.
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SAPONIEDINTORNI#10

Razorock Mudder Fucker 🖕🏻🤬
Un prodotto, irriverente, controverso e assai criticato durante il suo primo lancio ( proprio a causa del suo nome), ma diventato con il tempo, uno dei cavalli di battaglia del brand Canadese, stiamo parlando di Mudder Focker! Si, un sapone che porta il nome di un esclamazione, la stessa che ebbero i fondatori di Razorock appena provarono questo prodotto! Ma che cosa ha di speciale questo sapone, che è riuscito a trasformarsi in un must have tra il popolo dei tonsori? Scopriamolo insieme 😉 Innanzitutto, come alcuni dei prodotti che ha in catalogo Razorock, Mudder Fucker è un sapone fatto con il grasso animale (tallow per gli amanti dei linguaggi tecnici 😉) che riesce a donare un estrema protezione alla pelle durante il passaggio del rasoio. Ma non è solo questo l’ingrediente “magico” per la consacrazione, ma bensì un mix tra il packaging, la profumazione e… Ve lo spiego tra poco 🕐 Partendo dal pack, troviamo  questa immagine con uno Psyco-Barber con in mano un rasoio, logato con il nome del sapone stesso. Questa immagine è legata ad una leggenda molto antica (portata anche a film, grazie a Sweeney Todd, di Tim Burton) in cui un barbiere pazzo, omicida seriale, si sbarazzava dei corpi tramite il negozio di pasticci di carne sotto al suo “salone”…Leggere o guardare per credete 😵 Quindi già solo la storia del pack, merita l’acquisto, ma siamo solo all’inizio. Infatti aprendo la confezione, troviamo un sapone a pasta semi morbida, di un colore marrone, terroso, dovuto al suo ingrediente principe: Il fango termale! Infatti troviamo al suo interno una percentuale abbastanza alta di fango proveniente dalla Terra di Fuller, una sorgente termale, sulfurea, che si trova proprio nel Bel Paese. Senza prolungarmi troppo, il fango ha proprietà di depurare la pelle e ri attivare la microcicolazione sanguigna, oltre ad altri innumerevoli benefici. 

Osare paga! Dalla denominazione alla formula, Mudder Focker ne è un esempio.

Procedendo al montaggio in viso, insieme al Plissoft 400, mi accorgo subito che necessità di acqua, abbastanza, non troppa come i saponi contenenti altre tipologie di argilla, ma quella quantità in più rispetto a un classico tallowato. La schiuma è molto grassa, densa, quasi uno stucco sul viso, facendo risaltare appieno le caratteristiche del sego. La profumazione è complessa, completa e variegata. Al mio naso percepisco delle note fresche e fiorite durante tutta la prima insaponata, un valzer tra note di viola e gelsomino, sapientemente amalgamare con dei profumi di muschio, fresco, molto piacevole. Durante il secondo passaggio, esce qualche nota di anice (la predominante in assoluto della 2 passata) mixata con qualche frutto fresco (che subito non ho capito quale fosse, per poi leggere nella piramide olfattiva, essere ananas🍍) il tutto sempre sulla base floreale. Un mix che, a leggerlo, ha ben poco di virile e maschile, ma tutto insieme, assicuro essere un connubio olfattivo molto maschio 🚹 Sbarbata quotidiana fatta con l’ Italico di TGS, che ha viaggiato, anzi danzato, sull,a pelle come se non ci fosse manco la lama. La sensazione a fine rasatura è mistica, una pelle sgrassata, purificata, tonica e morbida, come poche volte mi è successo in saponi del genere. Penso sia tutto grazie al fango, che ha reso la rasatura quasi un soggiorno in una SPA. Ho la pelle rilassata, che è quasi un peccato andarla a “contaminare” con l’AS, ma ho voglia di portarmi questi profumi (almeno alcuni) dietro, insieme a me, per la giornata. Detto ciò, mi viene voglia di Violetta, un componente abbastanza importante in Mudder Fucker, quindi ci abbino (3 sbarbate su 5 ho fatto questo mix) il Senatour di Focus, un AS delicato fresco, con un mix ottimale di liquirizia e violetta! Ottimo💪🏻

CONCLUSIONI
Che dire, un sapone che ha tutto per essere un vero must have di casa Razorock. Protezione a livelli molto alti, post Shave fantastico come poche altre volte, pack accattivante, benessere da SPA. Ci credo che alcuni clienti abbiano supplicato di tenerlo per sempre in catalogo 😅 La mia esperienza è stata molto interessante, un sapone che (tra i Razorock) si posiziona in seconda posizione, secondo solo a… Lo scopriremo presto! ⏭ Da avere? Per me assolutamente si… Chi ama il brand Razorock, è non solo secondo me questo sapone è da avere assolutamente. Un soap facile da montare, con caratteristiche ottime, prezzo ultra concorrenziale, utilizzabile tranquillamente tutto l’anno. Tallow che c’è, ma non si sente (come profumo) il che elimina totalmente quel sentore di calore che io percepisco normalmente quando uso i saponi a base animale.

GIUDIZIO COMPLESSIVO (da intendersi tra i saponi di categoria): ⭐⭐⭐⭐
PACK : ⭐⭐⭐
PROFUMAZIONE : ⭐⭐⭐⭐ (Soggettiva)
SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐⭐
PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐
RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐⭐

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Mudder Focker contiene argilla termale per purificare il viso durante la rasatura.
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SAPONIEDINTORNI#9

Saponificio Annamaria – Ione 🍋🌱

Un viaggio nelle Terre calabresi, dove i profumi degli agrumi si mischiano a quelli della flora spontanea, andando a creare dei prodotti per la rasatura 100% naturali. Andiamo a scoprire il Saponificio Annamaria e il loro sapone Ione! Un piccolo saponificio a conduzione familiare di Reggio Calabria, ha deciso di “buttarsi” nel mondo della rasatura tradizionale, andando a creare una linea di ben 4 saponi (+1, il Fotonico) che sono subito piaciuti a parecchi tonsori. Il nome del sapone che analizziamo oggi, Ione, deriva dalle popolazioni della Magna Grecia, che erano alla epoca concentrate nelle attuali Calabria e Basilicata. Ma passiamo al prodotto vero e proprio. Contenuto in una confezione in metallo, con tappo a vite, Ione ha da subito un aspetto naturale e genuino. Aprendolo infatti, troviamo un sapone a pasta morbida, di colore bianco, candido. Saltano subito al naso le due profumazione del prodotto, che sono il bergamotto e il petit grain. Un bel connubio, visto che il petit grain non è nient’altro che l’essenza delle foglie e rami delle piante da frutto acerbe (di cui fa parte il bergamotto stesso). Un aroma inteso si spande nell’aria appena inizio a prelevare il sapone, per montarlo in ciotola. Profumi agrumati, molto freschi, con delle note molto, ma molto marcate (per il mio naso sono fin troppo presenti) di verde e legnoso. Il sapone lavora bene in fase di montaggio, creando una bella schiuma, non troppi densa, ma protettiva in viso. Questo sapone al suo interno ha, oltre all’olio di cocco, anche una buona dose di olio extravergine di oliva, che ha la funzioni, tra le tante, di essere un antiage, e di essere molto lenitivo, calmano i rossori della pelle. Tutte caratteristiche che durante una sbarbata, sono alquanto utili.

Il saponficio Annamaria è una piccola azienda a conduzione familiare

Il rasoio scorre senza frizioni durante tutta la sbarbata, sicuramente grazie al sapone che non ha fatto una schiuma troppo densa, dando però una protezione più che buona! Passato il Parker Semi Slant, per tutte le mie 2 passate più ritocchi vari, mi sento ancora ben vivido addosso il profumo pungente degli agrumi, ma (purtroppo per me) anche il petit grain, che come per magia, ha ancora aumentato di intensità. La pelle è molto tonica, non è lucida come con altri prodotti usati, ma risulta essere molto morbida e vellutata. Con l’after Shave, mi trovo un pò in difficoltà per fare un abbinamento giusto, in quanto sono 2 profumazioni molto simili, ma altrettanto contrastanti (almeno per il mio naso è così). Decido quindi di andare sul neutro, con qualche nota sia erbacea che leggermente agrumata: Cella Bio. L’ aloe contenuta nell’ After della casa milanese, dona quella ulteriore morbidezza alla pelle, rendendo il mio BBS, praticamente perfetto.

CONCLUSIONE

Bellissimo poter constatare che i piccoli produttori, abbiano una produzione di un livello molto alto, con degli ingredienti che spesso non si trovano in giro. Protezione buona, anche se questo olio extravergine, mi ha fatto avere qualche problema per capire come ottenere un buon montaggio, senza dover abbordare troppo di acqua (io ne ho usata poca, e ha montato ottimamente, altre volte mettendo la dose che per me era giusta, ho ottenuto delle schiume troppo delicate…). La profumazione, ahimè non mi è piaciuta.. Profumi troppo intensi, fin esagerati. Il bergamotto mi piace, ma il petit grain l’ho trovato tutt’altro che piacevole. Ovviamente sono i miei gusti, ma personalmente l’ho trovato un pò sbilanciato come aroma. Faccio ancora un appunto sull’etichetta, che ho trovato un pò troppo basica, per nulla accattivante, ma è anche vero che l’abito non fa il monaco…

GIUDIZIO COMPLESSIVO: ⭐⭐1/2

PACK : ⭐

PROFUMAZIONE : ⭐ (Soggettiva)

SCHIUMA/POST SHAVE: ⭐⭐⭐

PROTEZIONE/SCORREV.: ⭐⭐⭐⭐

RAPPORTO QT/QL PREZZO: ⭐⭐⭐

Andrea 🖋

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I saponi da barba "di Annamaria" vegnono esposti sui banchi di molte fiere artigiane in tutta Italia
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SPAZIOAIPERSONAGGI#1

Oggi facciamo una chiacchierata, con un vero Maestro per quanto riguarda la creazione di prodotti per la rasatura… Ecco qui voi Michele Peyrot alias Mastro Michè 🧙‍♂️

A : Civa IL Baffo

B: Michele, Mastro Michè

A : Chi e cosa sei nella vita? 

B : Sono Michele Peyrot, nasco a Torino nel 1960, quindi “diversamente giovane”… ho abbandonato gli studi di agraria nel lontano 1978 per entrare nel mondo del lavoro, ho girato alcune cascine per poi dedicarmi per una decina d’anni al volontariato, dove ho scoperto la vocazione di falegname, che mi ha permesso di entrare nel mondo dei montaggi mobili IKEA, dove sono cresciuto professionalmente fino a diventarne il responsabile regionale e che ho lasciato dopo quasi 25 anni per cambiare completante campo. Basta quindi segatura e polvere ma profumi e fragranze… con grande gioia di mia moglie!

A : Sicuramente meglio i profumi che la segatura, e meno male che sei entrato in questo campo. Adesso collabori/lavori con TFS, di cosa ti occupi all’interno dell’azienda?

B : Dal 2015 è iniziata la collaborazione con TFS, che si è trasformata in una grande amicizia più che un lavoro. Io e TFS siamo due identità ben distinte, ma con un’affinità e un’intesa incredibili. Insieme a Paola Barile, titolare della Tcheon Fung Sing, pensiamo, testiamo fragranze, confrontiamo pensieri e idee per arrivare a creare dei nuovi prodotti, così come siamo attenti a quanto succede, e come si muove, il mondo della rasatura tradizionale per cogliere quali possono essere le richieste del mercato e cercare di rispondere in modo adeguato a tutte le richieste

A : Proprio per come hai detto, essendo in qualche modo distinti, hai numerose linee che sono legate a te, prodotte ovviamente da TFS. Ma quali e quante sono nel dettaglio? 

B : Ho avuto da parte di TFS un grande regalo: nel 2016 è nato Mastro Michè, sapone e after shave che mi è stato dedicato, dove Paola ha saputo cogliere le profumazioni che più amo, note scure, legnose e speziate. Mi pregio inoltre di avere creato due linee dedicate ai due barbieri più famosi e conosciuti di Torino ( … e non solo…) , Paolo Barrasso e Marco Artesi. Loro sono come il diavolo e l’acqua santa: il primo è un maestro della rasatura tradizionale, il secondo è il top per quanto riguarda la cura e manutenzione della barba. Per Marco Artesi realizzo una linea di prodotti che comprende oli da barba, shampoo per barba, anticrespo, acque di colonia, cere per barba e baffi, balsamo, etc Ho rifiutato numerose richieste di altri barbieri che mi chiedevano linee personalizzate perché non volevo “industrializzarmi”, preferisco il “poco ma buono”. Lavorare a stretto contatto con due barbieri come Paolo e Marco è una fonte inesauribile di suggerimenti, critiche, indicazioni che spingono a crescere di continuo.

A : E quel “poco”, se è sempre così qualitativamente alto, la scelta è veramente ammirevole. Mi parli della linea Katmandu, da dove nasce e su che idea si basa? 

B : Kathmandu è un progetto del 2018 che mi ha impegnato un anno circa, nasce in un momento molto importante della mia vita: quando al controllo medico mi è stato comunicato che la radioterapia a cui ero stato sottoposto per combattere un tumore alla laringe aveva dato un ottimo risultato, il male era al momento scomparso contro ogni previsione, ho avuto la sensazione di aver compiuto un lungo, contorto, faticoso, incredibile viaggio. Ho cercato di tradurre questa sensazione, quindi una sapone con una fragranza strana, molto articolata, che non ammette mezze misure : “o ti piace o non ti piace”, un viaggio che parte da Torino, passa in Africa per trovare l’olio essenziale di Geranio d’Africa , prosegue fino a Kathmandu, per perdersi negli aromi e afrori dell’hashish nepalese. Anche l’etichetta non è casuale, raffigura un mandala tibetano e i colori non sono casuali. Al sapone è stato affiancato un classico after shave e un eau de parfum, in modo da avere la possibilità di avere del viaggio un ricordo più o meno persistente… 

A : Un viaggio, che posso dire, dopo averlo testato sulla mia pelle, mi ha fatto immaginare questo tuo percorso e per questo ti ringrazio per questa condivisione. La tua linea Annuendo, è metaforicamente parlando la tua essenza oppure è una fase della tua esistenza sotto forma di sapone? Me lo spieghi?

B : Annuendo nasce nel 2017, quando mi è sto diagnosticato il tumore, un momento buio e difficile, non solo per me ma anche per tutti i miei cari, a partire da mia moglie, mia sorella e gli amici più cari. Forse Paola è una delle persone che più ha “subito” questo mio momento, ed è insieme a lei che ha visto la luce Annuendo. Leggendo il testo della canzone Innuendo dei Queen, ci siamo accorti di quanta attinenza avesse con il quotidiano che stavo vivendo, e in un pomeriggio abbiamo trovato fragranza e formula.

A : Adoro i Queen, e il set Annuendo, lo trovo veramente eccezionale. Avete fatto un ottimo lavoro, e come dici tu, in maniera velocissima! Invece con la linea in collaborazione con Paolo Barrasso, hai fatto un bel salto di qualità rispetto a “Il Solito Ignoto”, che mai questo cambiamento “radicale”? 

B : Proprio dai suggerimenti e dagli input ricevuti da Paolo abbiamo pensato di lanciare una linea di più alto livello, con formula a tripla mescola, con polvere di nocciolo di albicocca che svolge un’azione scrub durante l’insaponatura, con l’inserimento di fragranze di alta profumeria, il tutto racchiuso in una confezione elegante, che rispecchia l’eleganza di Paolo. Vedere Paolo mentre effettua una rasatura con il mano libera è come vedere un ballerino di danza classica, dove lo stile, la forza ,la delicatezza e la precisione si fondono in un unico termine: eleganza!

A : Molto d’impatto l’idea di paragonare la danza classica alla rasatura,bellissimo paragone, che ci azzecca in pieno! Parliamo invece di un altro tuo progetto: Razorock e Michele, cos’è questo connubio?

B : Conosco Joe & Michael, i titolari del brand canadese RazoRock da parecchi anni, e la loro proposta di diventare il distributore europeo di alcuni dei loro saponi e after shave è stata per me come aver conquistato una medaglia. Dal 2016, quindi alcune delle referenze che abbiamo scelto tra tutto il loro catalogo, sono diventate fruibili anche in Italia e in Europa, per la gioia di un sacco di rasatori seriali e fanatici di questo brand.

A : Quindi meriti un ulteriore ringraziamento per averci portato Razorock 😉 e parlando di rasatura, tu Sri più da Tallow o triplo vegetale? Quale scegli e perché?

B : Non ho delle preferenze particolari, amo i tallowati così come i saponi con una formula semplice oppure più complessa. Quello che cerco in un sapone da barba è una buona protezione, scorrevolezza, e che lasci un buon post rasatura. Ovviamente la profumazione gioca un ruolo importante, ma è un fattore esclusivamente soggettivo.

A : Per me la profumazione è sempre un fattore determinante,soggettivo, ma molto importante! Qual’è il tuo miglior sapone prodotto?

B : Kathmandu senza pensarci troppo😉

A : Com’è il tuo rapporto con i tuoi fan sui social e non? 

B : Devo molto ai miei amici sui social, sono stati un supporto fondamentale nel periodo che mi ha visto impegnato contro la malattia e durante i tre mesi di radioterapia; sono stati veramente incredibili e, ancora oggi, ricevo dei messaggi privati per avere informazioni sulle mie condizioni. Ultimamente ho però preso le distanze da quasi tutti i gruppi di rasatura presenti su Facebook e ai quali sono iscritto, sono rimasto disgustato da alcuni personaggi e relativi atteggiamenti, che nulla hanno a che vedere con la passione che dovrebbe accomunare anziché dividere. Seguo solo un paio di gruppi, che reputo “puri”, ma interagisco molto poco. Preferisco Instagram, a mio giudizio più tranquillo e meno fazioso.

A:Progetti/collaborazioni per il futuro?

B : Tante anzi, tantissime idee, che spero di poter realizzare entro settembre (intervista fatta pre CoVid19) , in modo che siano disponibili per Natale. Anticipazioni?….Top Secret…..🚫

A : Allora bisogna stare sull’attenti per non perdersi nulla! E da cosa prendi ispirazione per creare un sapone? 

B : L’ispirazione per un nuovo progetto è sempre casuale, non riesco a mettermi a tavolino e impormi di “creare”. Può nascere da un pezzo musicale che sto ascoltando, da qualcosa che mi ha colpito in un libro appena letto, da un’immagine che ho visto chissà dove… Quando l’idea comincia a fare il solletico, allora è il momento di parlare con Paola, con i nostri “spacciatori” di fragranze e di iniziare a pensare alla grafica….

A :  È molto bello che almeno la creatività rimanga una cosa libera, com’è un fiume che scorre… Ma nascerà mai un marchio indipendente targato Michele? 

B : Anche qui: Top secret…. Ma ci sto pensando e qualcosa è già nel pentolone …

A : Sei una fonte inesauribile di pensieri e progetti…quando la passione e il lavoro sono un tutt’uno,tutto questo è possibile! Concludo chiedendoti qual’è il tuo set up ideale?

B : non utilizzo shavette o mano libera, solo Double Edge o single Edge, qua trovi i miei abbinamenti preferiti:

Rasoio: Muhle R89 / SE Black Hawk 

Lama: Treet Platinum

Pennello: Plissoft Razorock /Pantarei Cavallo

Soap: Kathmandu /Paolo Barrasso Red

After Shave: Eau de Parfum Kathmandu /Paolo Barrasso Red

Semplicemente Michele Peyrot, Mastro Michè, ideatore di moltissimi prodotti per noi tensori seriali! Grazie per avermi/ci aperto le porte dei tuoi pensieri!

Andrea 🖋

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